Vasi antichi: la guida definitiva per conoscerli, comprarli e venderli

I vasi antichi sono oggetti d’arte tra i più suggestivi e apprezzati dagli amanti dell’arte. Ci permettono di pensare al fascino della storia e alla magia di misteri da ogni parte del mondo. Averne uno in casa significa conferire all’ambiente domestico un’atmosfera elegante e unica. I vasi antichi, però, sono anche degli oggetti d’antiquariato che possono valere molto. Sono infatti numerosi i collezionisti di tutto il mondo che li acquistano, cercando con impegno di conquistare i pezzi di maggior valore.

Vasi antichi: guida all’acquisto e alla vendita

Se anche tu hai a casa un vaso antico che proprio stona con l’arredamento e non sai dove metterlo, oppure hai deciso di adornare le stanze della tua abitazione con un mobilio più elegante, oggi ti forniamo una guida per aiutarti a capire di più e a comprendere il valore dei pezzi in tuo possesso. Sei pronto a fare un viaggio nella storia e nella cultura materiale di diversi popoli del mondo?

Contatta un professionista per la valutazione

Prima regola: mai e poi mai vendere i tuoi vasi antichi alla persona che li sta valutando; si creerà automaticamente un conflitto di interesse. Per questo, richieresti di sentirti proporre un prezzo più basso rispetto al vero valore di mercato. Perché avere fretta? Se un esperto esprime la volontà di acquistare il tuo vaso, rifiuta senza pensarci. Inoltre, evita come la peste il perito che ti chiede una percentuale sul valore di vendita.

No alle perizie fai da te o a quelle online

Siamo abituati a fare ricerche su internet tutti i giorni e per qualsiasi cosa. Usiamo il web per tutto: per scovare informazioni, per leggere notizie, per fare domande e per interagire con amici, colleghi e conoscenti. Ciò potrebbe farti venire l’idea di provare a ottenere un preventivo online per scoprire quanto vale il vaso antico che hai in soggiorno.

Ogni professionista del settore concorda sul fatto che internet non è un buon posto per ottenere valutazioni accurate. Un vero esperto dovrà vedere e toccare il vaso per determinare il suo vero valore. Le aste online, quindi, non forniscono un buon indicatore di prezzo.

Valuta più professionisti

Una volta che avrai ottenuto una buona selezione di nominativi da contattare, cerca gli esperti che rispondono totalmente alle tue esigenze.

Che tu sia un venditore o un acquirente, esamina con attenzione il curriculum del perito per vedere da quanto tempo lavora nel settore e con che tipo di società opera abitualmente. Avrai anche bisogno di un preventivo iniziale per avere un’idea di massima su quanto costerà la valutazione e quanto tempo ci vorrà per completarla. Nella maggior parte dei casi, un professionista potrebbe aver bisogno di circa un mese per preparare il rapporto. In alcuni frangenti, considerati i numerosi lavori da gestire che hanno i periti davvero bravi, potrebbe volerci più tempo.

Specializzazione: ecco quanto è importante

Quando si parla di vasi antichi, è essenziale ragionare in ottica di specializzazione. Come già detto, questi oggetti d’arte sono legati a epoche e luoghi del mondo molto diversi. Difficilmente è possibile mettere in secondo piano la specializzazione, fondamentale per una valutazione di qualità.

Focus sugli obiettivi

Quando si tratta di valutare il valore di un oggetto di antiquariato, per la precisione di un vaso antico, questo varierà in base al suo scopo. Vuoi venderlo? Acquistarlo? Scambiarlo? Assicurarlo? Un buon professionista ti chiederà quali sono i tuoi obiettivi.

Se la volontà è quella di vendere, il perito individuerà il valore equo di mercato ossia il prezzo che è possibile ottenere da un compratore disponibile.

Lo stesso ragionamento di specificità deve essere fatto quando si parla di acquisto o di assicurazione. Indi, mai fidarsi di chi non chiede nulla in merito!

Ricorda che scripta manent

Una valutazione seria di un vaso antico è rilasciata in forma scritta. Prima di affidarti a qualcuno, informati sempre su come si svolge la perizia, dall’inizio alla fine. Come minimo, un rapporto dovrebbe indicare la motivazione per cui è stata richiesta la valutazione, una descrizione dei metodi utilizzati per determinare il valore dell’oggetto e la descrizione dettagliata del pezzo valutato.

Se il tuo vaso viene valutato da più persone, all’interno della documentazione finale deve essere chiaro chi ha gestito le singole fasi del lavoro. Infine, il perito dovrebbe fornire una chiara dichiarazione del valore dell’oggetto, non una semplice stima.

Rinnova le vecchie valutazioni

Se stai facendo affidamento su valutazioni vecchie di decenni, stai prendendo la strada sbagliata. Probabilmente dicono qualcosa di molto lontano dal reale valore del tuo pezzo, che può aumentare o diminuire drasticamente nel corso del tempo.

Spesso, quindi, è necessario rinnovare la valutazione ogni tre o cinque anni.

Fidati del tuo istinto

Se sei un collezionista appassionato di vasi antichi, non affidarti solo ai periti. Fidati di te stesso e non smettere di documentarti sulla tua passione. Ciò ti renderà un acquirente migliore e anche un venditore preparato.

Inizia con un paio di libri di riferimento generale per un’infarinatura di base. Ovviamente, dopo, puoi passare a volumi più specialistici. Leggi le testate di settore online e, se riesci, frequenta dei corsi e dei seminari.

Molto importante, inoltre, è anche essere presente personalmente alle aste e fare networking con gli appassionati e i professionisti del settore. In tal modo, riuscirai a costruirti una rete di conoscenze di vera qualità, vera opportunità per vendere o comprare vasi antichi di valore.

Vasi antichi: dall’Europa all’estremo Oriente, un viaggio nell’arte della ceramica

Ora che hai una minima idea di come riconoscere un vaso antico e i modi giusti per vendere e acquistare, è arrivato il momento di approfondire l’argomento. Perché di vasi antichi ce ne sono un’infinità, ognuno con le proprie caratteristiche e la sua storia.

Di seguito, impariamo a conoscere la provenienza dei più famosi e intriganti pezzi da collezione per capirne il valore e, perché no, immergersi per un attimo nella cultura artistica dei vari popoli.

Vasi cinesi antichi: un po’ di storia 

L‘arte ceramica ha ricoperto sempre un ruolo fondamentale nella storia cinese. Le prime testimonianze in merito, risalgono all’era Neolitica. Più di ogni altro materiale, l’argilla cotta ha soddisfatto i bisogni e i gusti estetici di tutti i segmenti della società in quasi tutte le culture del mondo.

Il contributo cinese all’arte della ceramica è tuttavia di una bellezza incontrastata. Per capirlo, basta pensare un attimo alla gradevolezza estetica dei cosiddetti

, oggetti d’arte che hanno iniziato a essere prodotti durante la dinastia Yuan, per svilupparsi poi nel corso della dinastia Ming. In termini di produzione, innovazione tecnica, raffinatezza artistica, diversità estetica e impatto globale, i cinesi possono vantare la tradizione di ceramiche più lunga e più importante del mondo.

Inizialmente, nel corso del cosiddetto Neolitico cinese, i vasi sono stati realizzati in colori come il rosso, il bianco e il nero. Per entrare maggiormente nel dettaglio, ricordiamo che il rosso era composto da ocra e ossido di ferro.

Vasi romani antichi: una straordinaria eredità del passato

I vasi romani inizialmente si ispiravano allo stile etrusco. In seguito, però, si sviluppò uno stile a se stante. In generale, i vasai romani producevano manufatti monocolore, privi delle figure tipiche invece della tradizione vasai greca. Invece di essere dipinti, i vasi antichi romani venivano decorati direttamente con delle manipolazioni dell’argilla.

Antichi vasi etruschi: il lusso nell’arte

Quando gli Etruschi dominavano gran parte dell’Italia, tra il IX e l’VIII secolo a.C., producevano due tipologie di ceramiche.

Il primo tipo di ceramica era fondamentalmente nello stesso stile dei vasi greci dello stesso periodo storico. Gli Etruschi, inizialmente, si sono infatti concentrati su ceramiche a figure nere, per poi seguire l’esempio dei Greci nella produzione di vasi a figure rosse. Ovviamente, la tradizione vasaia etrusca aveva anche delle sue peculiarità. Gli antichi vasi etruschi, infatti, spiccavano per la loro vivacità e per la differente resa delle figure umane, che apparivano più sciolte rispetto a quelle dei vasi di origine greca.

Il secondo tipo di ceramica etrusca si caratterizzava per la tinta nera, spesso arricchita da decorazioni modellate sul colore. Questi manufatti sono famosi con il nome di buccheri e risalgono all’età del Bronzo.

Vasi greci: la magia dell’arte mediterranea

I vasi greci sono molto apprezzati per la forma e le decorazioni. Rappresentano testimonianze fondamentali sulla vita quotidiana degli antichi Greci. Grazie a questi manufatti, infatti, siamo venuti a conoscenza di scene domestiche, ma anche delle caratteristiche di alcune delle più importanti pratiche di culto.

I vasi greci sono considerati tra i più efficaci strumenti per gli storici che, attraverso queste opere, sono riusciti a costruire in maniera molto specifica la cronologia della civiltà greca.

Vasi di terracotta: tutto ciò che c’è da sapere

Il più tradizionale dei vasi è il classico manufatto in terracotta. Facilmente lavorabile, questa materia prima fa parte della storia dell’uomo da tantissimo tempo.

Quando si utilizza il termine terracotta, ci si riferisce all’argilla naturale cotta a una bassa temperatura. Gli ossidi di ferro presenti in alcune argille danno alla terracotta la sua familiare tonalità rossiccia, declinata, a seconda della composizione chimica dell’argilla comune, in una vasta gamma di nuances. Quando l’argilla viene cotta, i minerali si fondono parzialmente, dando vita a un materiale indurito ma ancora poroso che abbiamo imparato a conoscere da centinaia di anni. Preliminare alla cottura è però la miscelazione tra argilla e acqua, dalla quale dipende la consistenza del vaso stesso.

La lavorazione della terracotta finalizzata alla produzione di vasellame è realtà fin dal Neolitico. Le prime tracce di vasi realizzati in argilla naturale, risalgono al 6.000 a.C. Fino al 4.000 a.C. circa i vasi di terracotta, finemente decorati, venivano riposti nelle tombe accanto ai defunti.

Quando si parla di vasi di terracotta, è necessario prendere in considerazione numerose tecniche. Elencarle tutte richiederebbe pagine e pagine. Non dimentichiamo che, al centro dell’attenzione c’è un materiale diffuso almeno in tutto il bacino del Mediterranea. Tra le tante tecniche citiamo la Haftrang, messa a punto da vasai iraniani. Caratterizzati dalla presenza di sette tonalità cromatiche, i vasi realizzati con questa tecnica ci sono noti grazie a un trattato del XIV secolo.

I vasi di terracotta, fin da tempi antichissimi, sono stati utilizzati per impieghi pratici più che come oggetti estetici. Oggi, possiamo ammirarli nelle teche di grandi musei – molto interessante a tal proposito è il patrimonio vasaio del National Museum of Iran – ma anche nei salotti di collezionisti di tutto il mondo, che possono vantare il possesso di pezzi di grandissimo pregio.